Incuriositi dall'apertura di un nuovo ristorante, io e la mia compagna di avventure gastronomiche che, come sempre è coautrice, della recensione nel senso della condivisione di quanto scritto, decidiamo , devo ammettere che questa volta il merito è tutto suo, di sperimentare questa novità assoluta per Modena.
Parto dall'ambiente che a me, anzi , a noi , è piaciuto moltissimo, locale elegante, con splendidi tappeti persiani, non imitazioni, dappertutto ed alle pareti quadri e bassorilievi che evocano lo spirito persiano. Credo che quanto descritto sul volantino "un angolo di Persia a Modena" , sia rispettato, inoltre in sottofondo una piacevole musica orientale accompagna le nostre chiacchere . Colpo d'occhio iniziale molto molto positivo.
La tavola è apparecchiata con cura e notiamo l'assenza dei coltelli grandi ...chissà perchè ....
Dopo pochi secondi arriva colei che abbiamo immaginato essere la proprietaria, con estrema gentilezza e cortesia ci spiega che i coltelli non servono perchè per il tipo di proposte gastronomiche, non vengono utilizzati, ma ci spiega che per tagliare si usa la forchetta e si mangia con il cucchiaio ... E la curiosità aumenta. Ci viene offerta, come antipasto, una zuppa d'orzo, molto calda, ideale per una serata di autunno inoltrato, leggermente speziata, con un aroma delicato e, allo stesso tempo, persistente. Nel menù sono riportate diverse proposte, a dire il vero non un numero eccessivo, ma credo che questo sia dovuto al fatto che non ha senso, per un posto completamente nuovo, che propone un cibo insolito, presentarsi con decine di piatti, magari poco curati, ma sia meglio proporre pochi piatti fatti bene, e molto bene. La mia amica parte con il Fesenjan, ossia stufato di petto di pollo in salsa di noci e melagrana, con riso basmati, accompagnato dalla Salad Shirazi, un'insalata con prezzemolo cipolle e cetrioli e foglie di menta fresca. La chiusura della sua cena è la majun, ossia un eccellente gelato alla banana.
Io invece questa volta faccio scelte diverse, prendo il chelo barg, ossia uno spiedino di di filetto di manzo cotto alla griglia, accompagnato da riso basmati e pomodori. Da bere prendiamo una bottiglia di acqua naturale e il Ciai, il tè persiano, che arriva in uno splendido servizio e che seguendo la loro usanza, beviamo tenendo una piccola zolletta di zucchero in bocca.
Chiusura delle chiusure, con un caffè, che teoricamente non andrebbe preso dopo il tè, però ci andava. Uscendo ci fermiamo a parlare con un amico dei proprietari, un signore italiano, che ci assicura che in questo locale si mangia l'autentica cucina persiana, e ci illustra alcuni dettagli della preparazione. Non essendo mai stato in Persia, non posso verificare, però sono certo che tornerò prima possbile, bravi davvero. Ultima nota, noi siamo arrivati verso le 20e30, intorno alle 21 il locale era pieno per metà. So che dare il massimo dei voti è molto molto impegnativo, ma credo che il locale meriti. Un altro aspetto che mi è piaciuto moltissimo è la disponibilità di tutto il personale nello spiegare le proposte gastronomiche e nel correggere, con un sorriso, gli errori di pronuncia
Imperdibile!!!
[Reginalulu]
27/11/2011
Non vedo l'ora di andarci per gustare il the con la zolletta di zucchero in bocca perché sapori e gesti etnici che si fondono mi piacciono moltissimo!