Recensione su Ristorante San Michele
Via San Michele 21, Castelrotto
Nella nostra marcia di rientro verso il caldo, dopo il pit stop in mezzo alle Dolomiti, non possiamo evitare la tradizionale (per noi) tappa a questa trattoria, a quota 1300, a metà della strada che congiunge la Val Gardena con Castelrotto e Siusi.
Si chiama ristorante, ma è più trattoria... anche stavolta stanno uscendo gli operai della Telecom, tutti contenti con lo stuzzicadenti in bocca, come Johnny Stecchino.
Riusciamo a trovare un posto fuori (il locale è quasi sempre pieno), sotto la tettoia di legno e in parte sotto l’ombrellone, con l’altopiano di Renon davanti, bello spettacolo sotto un’arietta tiepida e un sole scintillante che si riflette su tutti i prati attorno.
La proprietaria arriva in breve a prendere gli ordini: una weizen al grano da mezzo litro per me, una minerale da mezzo litro per la Marta.
Per entrambi minestra d’orzo con lo speck e poi uno stinco di maiale in due con patate e crauti.
La minestra ce la ricordavamo così come ce la riportano: profumatissima, saporita, abbondantissima (in due mega ciotolone), spolverata di erba cipollina e di grana, ce la siamo pappata assieme al pane nero, secco, con i semi di finocchio, che abbiamo messo dentro a pezzetti.
Solo un beagle, che improvvisamente salta fuori da sotto la tavola vicina alla nostra, abbaiando furiosamente e tirando il collare tra le gambe delle sedie, interrompe il nostro sogno mistico: aveva visto il gatto (noncurante quest'ultimo, era il suo territorio...) della trattoria che gli passava vicino.
Servizio sempre gentile e celere, nonostante il giro continuo di clienti.
Dopo alcuni minuti che sono stati tolti i piatti delle minestre, arriva lo stinco... è ENORME. La carne è gustosa, anche se non tutta tenera, alcune parti erano un po’ durette. Ce lo dividiamo, così come ci dividiamo il piattazzo con una quantità smisurata di crauti e la porzione gigante di patate arrostite. Molto buone le verdure, crauti cotti giusti e patate mai bruciate.
Ottima anche la weizen, quella del fratone, non mi ricordo il nome della marca.
Il conto totale è di 28 euro e venti.
Che dire... che è un posto da frequentare, parecchio ruspante, servizio cortese e veloce (misurato, forse, nei tempi, sulla pausa pranzo degli operai), con cucina altoatesina alla buona (ma senza rimarchevoli pecche) e prezzi molto molto bassi, che mi fanno optare, nell’incertezza tra tre e quattro, per la valutazione più alta.
Abbiamo visto passare dei piatti giganteschi con tagliatellone gialle gialle, fatte in casa (almeno due etti e mezzo...) con una quantità smisurata di finferli. Idem per un piatto spropositato di pennette con salsiccia e funghi, assieme ad un sughetto di pomodoro e besciamella (o panna). Io non amo i funghi, ma ero contento per loro, e chi li mangia volentieri, lì ha un ottimo punto di riferimento (sulle Alpi non ci sono problemi di raccolta funghi).
Sazi e soddisfatti, abbiamo ripreso l’auto e ci siamo rimessi in moto discendente verso il forno...
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Commenti
Grazie,me lo annoto...... 😍
Di nulla... quando vai da quelle parti, sai che hai un posto... diciamo sicuro? finora non mi ha mai tradito, e ci sono stato parecchie volte :)
Molto interessante: mi piacciono posti del genere ... qiando passo per la Val Gardena ci faccio un salto