Recensione su Ristorante Ajò
Via Matilde di Canossa, 12
Qualche settimana fa mi è arrivata voce dell’apertura a Monteveglio di un ristorante che propone cucina sarda, io essendo molto legato a quella terra (cucina inclusa) non mi faccio scappare l’occasione di sperimentare, e il primo venerdì sera disponibile prenoto un tavolo
siamo in due e ci presentiamo puntuali alle 20:30, il locale è abbastanza piccolo (circa 70 coperti), ristrutturato di recente con muri di finto sasso bianco a profilo irregolare, pareti arancioni, e soffitto bianco
appena entrati ci fanno accomodare immediatamente al tavolo e ci consegnano il menù; chiaramente essendo cibo Sardo ha nomi che non conosciamo e siamo quindi obbligati a chiedere delucidazioni alla cameriera che ci risponde e ci consiglia in modo molto garbato e gentile; alla fine scegliamo:
un tris di minestre
- Malloreddus alla Campidanese
tipici ghocchetti Sardi conditi con sugo di salsiccia, pomodoro e cipolla, molto buoni anche se era abituato a una pasta un pò più grossa
- Culurzones
delle specie di ravioli (l’aspetto ricorda quelli cinesi) abbastanza grandi ripieni di ricotta (credo), conditi con pomodoro e pecorino, buoni con un sapore deciso
- Fregola con ceci e pancetta (la mia preferita)
una pastina di semola condita con sugo di pancetta e ceci, deliziosa e con sapore delicato
le minestre sono state portate tutte in un grande piatto con una buona presentazione, ma con porzioni non abbondantissime
come secondo
- Straccetti di maiale all’aceto di vino
pezzetti di maiale lasciati macerare nell’aceto di vino e poi cucinati, la carne era morbidissima, ma il sapore è veramente forte; perchè piaccia bisogna apprezzare molto l’aceto, daltronde eravamo stati avvisati preventivamente dalla cameriera
- Formaggio alla piastra
una bella fetta di pecorino sardo alla piastra servito con miele, buono con sapore forte
come dolci
- Biancolatte o Bianco a Finire (non mi ricordo)
budino di latte servito con crema e sorbetto al mirto, molto buono
- una Sebadas
fetta di formaggio pecorino acido, ricoperto di pasta sfoglia, fritta e servita cosparsa di miele, buonissima e per niente unta; non è come quella della pasticceria Cerica di San Teodoro ma sicuramente meglio di alcune che ho mangiato nel paese d’origine
da bere
- una bottiglia d’acqua
- ½ litro di Cannonau alla spina, servito fresco al punto giusto, andava giù come acqua, ma a metà cena ci siamo accorti che non lo era affatto
nel complesso il locale è gradevole, il servizio veloce, disponibile e gentile,
i piatti non sono abbondantissimi ma vengono presentati molto bene e sopratutto c’è una buona ricerca delle materie prime
spesa complessiva 63 euro
sicuramente ci tornerò per mangiare un bel piatto di fregola e una Seadas (dove vado io la chiamano così)
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Commenti
mavalà, meditavo proprio di andarci ma non sapevo cosa aspettarmi :) grazie per la recensione.
sono mesi e mesi che ci passo sempre davanti ma non sono mai andata..ho sentito pareri contrastanti su questo ristorante...ma mi sa che prima o poi, lo provo...
bella recensione e bella segnalazione, mi e' piaciuto il "ma a metà cena ci siamo accorti che non lo era affatto" :) e' capitato anche a me col Cannonau :)
In realtà questo ristorante pizzeria c'è già da diversi anni.
Bella recensione
Credo che il ristorante una visita la merita, poi ognuno di noi decide se vale la pena tornarci, da parte mia non lo metto tra i miei preferiti ma sicuramente va bene per placare la nostalgia della Sardegna che ogni tanto mi prende