Recensione su Red Planet
Via Emilia Est, 953, Modena
Sabato sera, dopo esserci messi d'accordo per una pizza, gli amici mi comunicano verso le cinque di avere scelto il Red Planet e prenotato un tavolo per cinque persone alle 20.30.
Ci troviamo infatti in quattro arrivando nello stesso momento, e il quinto dopo un minuto, e dopo avere parcheggiato abbastanza con facilità davanti al locale, entriamo: non sto a descrivere il ristorante con molta precisione(già fatto da tanti altri): molto ampio, e con soffitto alto che lascia in vista gli impianti di luce e aria, veniamo accolti da una ragazza che ci indica un tavolo libero (e non a noi assegnato data la prenotazione).
Dopo poco ci prendono l'ordinazione: una pizza napoletana, una con mozzarella di bufala e prosciutto crudo, un calzone farcito, un risotto all'aceto balsamico e un risotto zafferano e zucchine;
da bere acqua naturale e gassata. L'acqua è servita in bottiglie che vengono riempite con acqua depurata (per la naturale) e con acqua depurata con aggiunta di acido carbonico da bomboletta (per la gassata). Non un gran chè, ovviamente bottiglie non sigillate e comunque 2 euro l'una.
Arrivano quasi contemporaneamente pizze e risotti: pizze di pasta sottile e non troppo cotte, di sapore discreto (perlomeno il calzone che ho ordinato), assaggio una forchettata di riso con il balsamico: appena discreto; e anche due o tre forchettate di riso con zafferano e zucchine: molto meglio.
Ordiniamo ancora una coca in lattina e altra acqua gassata , un tartufo e due tiramisù, due caffè e un fernet. Vediamo comunque servire ad altri tavoli bei piatti di gnocco fritto con salumi e anche belle bistecche ai ferri, proveremo anche questi una prossima volta. Rimaniamo comunque a chiacchierare fin verso le 23.30: questa sera il locale, forse perché non strapieno, non è esageratamente rumoroso.
Chiediamo il conto: 73.50, e lasciamo 75.
Non è la prima volta che veniamo qui a mangiare una pizza, per cui sapevamo come era il ristorante/pizzeria, la clientela e il cibo: darei due cappelli alla cucina, due cappelli al servizio, un po' lento, e tre al locale: abbastanza bello, moderno e adatto a gente giovane. In definitiva due cappelli.
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Commenti
Ciao mauribe, il calzone farcito era quello classico o aveva qualche perversione particolare?
zio ganda GROG.... solo tu puoi immaginare un calzone pervertito...
No, il calzone era quello classico, con prosciutto cotto, mozzarella e funghetti trifolati.Forse la perversione poteva essere nella mozzarella (oggi molto di moda): metà di latte di vacca e metà di latte di oca? Comunque era buono.