Recensione su Osaka

Corso Garibaldi, 68, Milano

Valutazione: 4/5 Consigliatissimo!!

Spesa: 12,00 € a persona

Coperti: 1

Data della visita: 26 Gennaio 2010

Chi bazzica in questo sito dovrebbe sapere qual è il mio ristorante giapponese preferito, in questa mia città che è ormai la capitale europea del sushi, ma Poporoya non è l'unico che io frequenti: al secondo posto metto un posto molto diverso, un vero ristorante, dei tempi in cui i locali giapponesi erano posti di lusso rivolti a una clientela d'affari, giapponesi e italiani che coi giapponesi lavorano, il ristorante Osaka.
Autenticamente giapponese fino al midollo, qui persino tutti i camerieri sono nipponici, l'Osaka è un ristorante elegante, che imbandisce piatti che in Italia sono quasi impossibili da trovare altrove, una cucina complessa e sorprendente. E cara. Questo la sera, e in questa versione l'ho provato una volta sola, anni fa; a mezzogiorno invece propone un menu molto più ristretto ed economico, con i piatti che si trovano anche nelle trattorie cino-giapponesi, con la differenza che sono preparati molto meglio: l'ho già scritto, per me il tonkatsu (cotoletta di maiale) dell'Osaka è il migliore di Milano, sconsiglio infatti di prendere qui sushi o sashimi, gli addetti sono esperti e la materia prima è fresca, ma sono i piatti cucinati il punto di forza dell'offerta.
Era da un po' che disertavo l'Osaka, l'occasione mi è venuta da facebook: una mia ex compagna di giapponese, che non vedo da più di due anni (vive fuori Milano), manifesta nel suo messaggio di stato l'intenzione di recarvisi l'indomani a pranzo, la contatto per chiederle se le faccia piacere incontrarci lì, e così all'una e venti del giorno successivo ci ritroviamo all'imbocco della galleria che porta all'ingresso del ristorante.
Galleria che è davvero brutta, diciamocelo: la luce violetta che l'illumina gli dona un'aria lugubre e malsana, ma basta spingere la porta del ristorante per lasciarsela alle spalle; superato l'area con le scale per le misteriose sale al piano superiore e la toilette, si arriva alla zona che ha a destra la cassa e il banco del bar e a sinistra il bancone del sushi, proseguendo oltre si arriva alle due salette, c'è anche uno spazio alla giapponese, non proprio con i tavolini bassi davanti ai quali inginocchiarsi, ma comunque rialzata rispetto al pavimento e per accedere alla quale occorre togliersi le scarpe. Io e la mia amica siamo comunque scortati nella sala in fondo, a un tavolino quadrato per due, minimale e senza tovaglia, attaccato alla finestra che dà su un rilassante cortile interno.
La mia commensale è una semi vegetariana (lo so… ha comunque altre qualità) e quindi si orienta verso una delle specialità della casa, che va benissimo anche a me, considerata la giornata molto fredda: i ramen. I ramen sono dei tagliolini di grano tenero, di piccola dimensione, che si preparano in diversi tipi di “brodo” e più raramente si fanno asciutti, all'Osaka si possono gustare scegliendo una vasta gamma di condimenti e tre proposte di accompagnamento a parte: gyoza- che sono come i ravioli cinesi alla griglia, ma hanno stranamente un sapore diverso, direi più acidulo- riso saltato oppure entrambi; io li prendo con miso piccante alla carne e verdure più gyoza e la mia amica con shoyu (brodo di soia) con uovo e verdura più riso saltato, tè verde, compreso nel prezzo, per entrambi.
Mentre aspettiamo che arrivi il cibo, confortati dal tè caldo cominciamo a parlare fitto: abbiamo molte cosa da dirci, ci sono stati grandi cambiamenti in questo tempo che non ci siamo visti, anche se ci siamo tenuti in contatto abbiamo comunque da aggiornarci su diversi temi, dal lavoro alla vita sentimentale, ma ben presto passiamo ai pettegolezzi sui nostri ex compagni di corso, ce ne sono di molto ghiotti.
La conversazione continua anche quando arrivano le scodellone bollenti con i ramen, che cominciamo a mangiare con appetito, anche se senza sorbire rumorosamente il brodo come pure sarebbe richiesto dall'etichetta giapponese: ce li godiamo ben bene, sono molto indicati sia al clima invernale, sia all'atmosfera raccolta di confidenze in bilico tra il malinconico e il frivolo, poi i tagliolini stessi qui sono sempre buonissimi e anche il brodo lo è, a patto che vi piacciano i sapori orientali, e la porzione è abbondante; i gyoza sono appetitosi, ma solo quattro e li finisco molto rapidamente.
Una differenza fondamentale con Poporoya è che si può restare al tavolo quanto si vuole, ed è quindi il posto giusto per una simile riunione, infatti ci alziamo quando ormai non c'è più nessuno e i camerieri stanno cominciando a preparare la sala per la serata, passiamo alla cassa e paghiamo un convenientissimo conto di ventiquattro euro.
Non concedo il quinto cappello solo perché manca qualcosa che me lo faccia veramente amare, ma consiglio calorosamente questo ristorante che propone un'eccellente cucina giapponese a prezzi- per il mezzogiorno- non superiori a quelli di un locale di livello molto inferiore; se poi qualcuno se la sente di affrontare l'avventura e il conto di una cena di sicuro avrà di sicuro un'esperienza insolita, forse illuminate, su una cucina che nelle sue articolazioni più complesse è ancora quasi completamente sconosciuta dalle nostre parti.
Esattamente di fronte alla galleria d'ingresso c'è la curiosa cartoleria di una mia vecchia amica, e li entro per un saluto, prima di accompagnare la mia commensale alla vicina stazione di Porta Garibaldi.

1 utente ha trovato utile questa recensione.

Commenti

  • GROG GROG 12 Febbraio 2010

    Acsè!!!!!!

  • Reginalulu Reginalulu 12 Febbraio 2010

    Mizo, son sempre bellissimi i tuoi racconti :)
    Prima o poi dovrò pur provarlo anche io sto giapponese ....

  • mizoguccini mizoguccini 12 Febbraio 2010

    Uh, non faccio in tempo a completare lo schema che ci sono già i primi commenti; ho dimenticato di dire che c'è anche una buona offerta di sake (anche se mi dicono che anni fa fosse molto più ampia e imbattibile), anche se non a prezzi propriamente economici.

  • GROG GROG 12 Febbraio 2010

    Alla stazione?????? Ma non potevi portartela a casa????

    Dopo un pranzetto così invece del harahiri era meglio fare zin zin.... :) :) :)

  • coste66 coste66 12 Febbraio 2010

    Ciao mizo!

    Sai, prima o poi verrò a Milano e visiterò uno di questi locali che hai citato, ma il menù me lo farai tu, ok?

  • mizoguccini mizoguccini 12 Febbraio 2010

    Harakiri, GROG... proprio sulla strada per la stazione discutevamo su che temibile mangiauomini sia diventata (ai tempi del corso era impegnata in una relazione di lunga data), avrei quasi paura.

  • g.falconline g.falconline 12 Febbraio 2010

    Caro mizo, è sempre un piacere profondo leggere i tuoi racconti, ricchi di spunti gastronomici, veri piaceri dell'anima, e di lezioni su cosa gli occhi non dovrebbero mai sottovalutare. Grazie.

  • mizoguccini mizoguccini 13 Febbraio 2010

    Ehm, staff, qualcuno può cancellare uno dei due "di sicuro" nel penultimo paragrafo?
    E sì che rileggo, ma certe cose sfuggono.
    Grazie.

    @Coste, quando vuoi, ti aspetto; purché tu non faccia come QUALCUNO che annuncia sempre e poi non viene mai ;)

  • joy joy 13 Febbraio 2010

    Bella recensione, dettagliata ed interessante il commento sulle diverse tipologie dei pasti tra pranzo e cena.

  • Reginalulu Reginalulu 13 Febbraio 2010

    QUALCUNO sono io :) :) :)
    E chiedo pubblicamente perdono, perdono, perdono...... :) :) :)

  • Sissy Sissy 13 Febbraio 2010

    capitale europea del sushi?
    confermi?
    ..e io che ho preso un biglietto per londra solo per poter andare da mitsukoshi!
    -per la cronaca, viaggio in seguito annullato per problemi lavorativi-
    no perché se ti senti di definire l'osaka ai grandi livelli della ristorazione giapponese sulle rive del Tamigi, io quasi quasi ci faccio un pensierino..
    il poporoya invece è quasi impossibile, se è sempre chiuso il sabato e nei festivi =_=
    a proposito, io ho provato hamasei a roma: che dire, fantastico! però alla sera sono stata a frascati per non fare infuriare tutti i numi della tavola romana.

  • mizoguccini mizoguccini 13 Febbraio 2010

    No aspetta, chi ha detto che Poporoya è chiuso il sabato? E' chiuso nei festivi, ma il sabato è aperto, anzi, dopo il giovedì è il giorno in cui ci sono andato più volte.

    Ho scritto capitale del sushi, non capitale della cucina giapponese, i locali di alto livello sono pochi, e molti io non li ho mai provati (tipo lo Zero, il più quotato tra i giapponesi di nuova tendenza), in compenso c'è un numero di sushi bar per abitante credo superiore a quello di qualsiasi altra città.
    Tra l'altro sono molti anni che non vado a Londra e non posso dire nulla sui suoi ristoranti giapponesi; sono stato invece in qualche buon giapponese a Parigi.
    Per quanto riguarda l'offerta completa dell'Osaka, quella serale, ti direi di concederle una possibilità.

  • Sissy Sissy 13 Febbraio 2010

    avevo capito malissimo allora! mi armo delle migliori doti di convincimento e tartasso qualche nippomane per partire alla volta di milano.
    quindi, parli di numero di sushi bar per abitante? in effetti devo dire che anche a bologna stanno spuntando come funghi, e a modena si stanno attrezzando.

  • Frittella Frittella 13 Febbraio 2010

    Mizo san, che piacere!
    I tuoi racconti scivolano via come una lama sul ghiaccio!
    Un giappo come si deve pero' vorrei concedermelo.
    Chissà che un giorno eh....... ;)
    Bravissimo.

  • pappapappa pappapappa 15 Febbraio 2010

    E' sempre piacevole leggere le tue recensioni. Complimenti davvero.

  • mizoguccini mizoguccini 1 Settembre 2010

    Ci sono tornato lunedì a pranzo.
    I ramen dell'Osaka sono buoni anche nella versione fredda.
    E per il pranzo questo locale rimane un valore sicuro: questa volta 28 euro in due, ramen freddi in salsa al sesamo con gyoza e riso saltato e piatto del giorno consistente in maiale allo zenzero, comprensivo di riso bianco, piccola insalata, antipasto, assaggio di oshinko (verdure sottosale), zuppa di miso e gelato al tè verde; ōjicha (tè verde tostato) a volontà compreso nel prezzo.

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