Recensione su Curcuma
Via Domenico Francesco Cecati, 5, Reggio nell'Emilia
Curcuma, ed anche Reggio Emilia ha il suo ristorante indiano.
Acquisto un Groupon per quattro persone associandolo al menù vegetariano, prenoto e si va.
Il locale è ubicato ai bordi del centro storico, nessun problema di parcheggio, visibile ed ampio.
Colore predominante il rosso con motivi in rilievo e quadri che richiamano l’India, c’è anche una statua in pietra di Ganesh, il dio elefante.
Accoglienza piena di sorrisi, ci accompagnano al nostro tavolo e, pur essendo a menù fisso, ci consegnano il menù per poter “curiosare” sui piatti à la carte.
Tavoli distanziati e ben apparecchiati con tovagliato in stoffa e doppio bicchiere, piatti neri, le sedie sono estremamente comode.
Nell’attesa ci viene servita una entrée di pane azzimo aromatizzato e tre salsine, una la mango, una yogurth e menta, ed un’altra estremamente piccante.
Da bere, visto che, tranne me, sono tutti “analcolici” un paio di bottiglie d’acqua ed una Kingfisher da 0,66 nota birra indiana a bassa gradazione che sponsorizza la Force India.
E partiamo con l’antipasto previsto,
samosa: fagottini di sfoglia fritta contenente patate e piselli, un piatto classico e gustoso esaltato dalle spezie;
a seguire,
porzione di lenticchie e fagioli neri servita in contenitori pittoreschi in rame stagnato in accompagnamento riso basmati bianco aromatizzato al coriandolo, un discreto accostamento che permette di condire a piacimento;
nel frattempo arriva anche il Naan, sorta di piada cotta nel tandoori, cui ne seguirà un’ulteriore porzione.
Per finire palak paneer, formaggio indiano a tocchetti con spinaci e spezie, e qui il piccante la fa un po’ da padrone, ma pane e riso stemperano i sapori.
Per farci assaggiare un po’ di tutto ci vengono portati entrambi i dolci previsti, con la raccomandazione di mangiarli poco per volta in quanto piuttosto corposi, ed ecco un paio di palline di rasquilla (dolce di ricotta al cocco) e un paio di gulab jamun (dolce di latte fritto): effettivamente riempiono notevolmente.
Per concludere un paio di caffè di cui uno macchiato.
Esperienza più che positiva, tanta gentilezza, tanti sorrisi, tanta voglia di far comprendere i piatti con le loro caratteristiche, da riprovare à la carte.
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