Recensione su Cà del Lupo
Via Ballerina, 15, Montelupo Albese
Ultima cena (nelle Langhe), ma senza tradimenti sostanziali rispetto alle attese.
Torniamo mezza giornata prima, i problemi dei figli sembra che non finiscano mai, ma così è la vita.
Il ristorante è parte di un hotel quattro stelle. Il Sig. Rivetto (il proprietario della cantina/agriturismo dove abbiamo soggiornato, e con cui ho avuto un utile confronto sui ristoranti/trattorie locali, anche per verificare se le mie prenotazioni potevano avere controindicazioni) me ne ha parlato bene, sostenendo che è il miglior posto della zona Langhe per il rapporto qualità/prezzo.
Per l'esperienza super positiva che ho avuto in questi tre giorni, ho trovato anche qualcosa di leggermente meglio, ma rimane pur sempre un ottimo locale, dove si mangia assai bene.
Luogo panoramicissimo sul cocuzzolo della collina sopra Montelupo Albese, completamente ricoperto di neve... qui ce n'è tanta... Il manto bianco è rischiarato da artistici lampioncini esterni a luce gialla, che mettono parzialmente in evidenza, dove la neve si è sciolta, una bella pavimentazione di arredo esterno. Uso del legno, del ferro anodizzato scuro, di immense vetrate, della pietra e del cemento a vista. C'è una bella piscina illuminata fuori, ce l'abbiamo a fianco, nella veranda dove siamo stati dislocati. Dentro è quasi una fusione con l'esterno, per la trasparenza del vetro. Bagni di lusso.
Ci facciamo portare una bottiglia di acqua gasata e poi, in considerazione della quantità di vino già introitata in cantina e di una certa stanchezza di rosso tosto, mi faccio versare un calice di Roero Arneis del 2009, stappato lì sul tavolo, della cantina Deltetto di Canale. Il bianco è bello limpido, fermo, aromatico e morbido, sa un po' da mela, senz'altro buono per il pasto, anche se, come ho già avuto modo di dire, e senza considerare gli spumanti, ad est il bianco complessivamente migliora. Magari sono sottigliezze.
La cameriera che si occupa di noi è una giovane spilungona mora, con gli occhiali a montatura nera pesante e lo sguardo ingessato, serissimo, i capelli raccolti da signorina Rottermaier. In più è vestita tutta di nero: maglietta nera, grembiule nero e pantaloni neri. A me piacciono le persone serie, però... suvvia... non dico sciogliersi i capelli, mettere le lenti a contatto, camicia trasparente e minigonna... CRIBBIO... :) ... ma un bel sorrisone almeno, ogni tanto non guasta.
Invece no. Così tutta la sera. E le mie domande su questo e su quello, sembravano avere risposte un po' scocciate, comunque mai maleducate.
Va beh, avrà avuto i suoi motivi, non si può sempre essere in forma.
Nel cestino sul tavolo c'è una focaccia tipo genovese, squisita (anche se forse un po' troppo untina) e pane fatto nel forno a legna che si vede entrando, come ci è stato spiegato (non dalla signorina serissima, ma da un'altra cameriera di passaggio).
Io e la mia rapace metà optiamo per tre antipasti ed un primo, che ci dividiamo.
Riproviamo il vitello tonnato, buonissimo, sempre presentato con la carne a vista e la salsa tonnè separata. Porzione abbondantina.
I falconidi, si sa, prediligono la carne cruda, e così lei la riordina, bella rosetta, macinata, all'albese, ottima anche questa.
Io mi faccio portare uno strudel di verdure in pasta sfoglia con Raschera e pomodorini freschi. Molto molto buono. Presentazioni quasi tutte di alta cucina, studiate.
Infine, per chiudere con il salato, arriva un bel piatto di gnocchetti al Castelmagno, un formaggio di montagna della provincia di Cuneo. Buoni, non trascendentali ma buoni.
Quantità nel complesso giuste per i nostri stomaci.
Prendiamo quindi un dolce in due: semifreddo al torrone con crema di cacao amaro. E' importante anche finirla bene una cena e quindi il dolce è fondamentale, per chi ha ancora spazio ovviamente. Questo era buonissimo.
Passa il proprietario e ci chiede come è andata... bene... (non fosse per l'atteggiamento un po' freddino della cameriera, ma non ho avuto il coraggio di dirglielo, anche perchè, al di là delle battute, non riesco ad arrabbiarmi per questo... poverina, chissà che problemi aveva, il servizio alla fine è stato preciso e anche abbastanza veloce)... e quindi propone, in aggiunta, di offrirci un bicchierino di Don Pedro Ximenez, vin dulce natural, moscato liquoroso spagnolo da 17 gradi, del 2007. Grazie, non l'avevo mai provato, singolare, denso, stradolcissimo.
Quando arriva il conto, la mia mente si sintonizza subito sulla matematica e rileva qualcosa che non va: erano 49 euro, ma ne hanno segnati 59. Alla cassa lo faccio presente al proprietario, che rifà il conto e si scusa per l'errore, non l'ha fatto apposta.
Anche se il menu viene regolarmente consegnato a tavola, apprezzo molto che sul sito Internet di questo locale siano evidenziati il menu di fondo ed i costi di ogni singolo piatto, questo mi ha anche aiutato ad individuare l'imprecisione, perché i prezzi ce li avevo più presenti.
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Commenti
Non è andato affatto male la capatina nelle Langhe, molto interessanti le tue recensioni!!
Recensione interessantissima e quasi inappuntabile, ottima per la precisione delle descrizioni, anche se più di un piemontese e la quasi totalità dei cuneesi protesterebbero vibratamente nel sentire definire il Castelmagno, vero e proprio Re dei Formaggi ed eccellenza assoluta della zona, solamente come un formaggio di montagna della provincia di Cuneo.
Grazie amici :)
Perdonami cuggy, ma non sono un gran conoscitore di formaggi piemontesi :) e il Castelmagno era fuso per fare da sugo agli gnocchetti... così forse non l'ho apprezzato a pieno (era buono, comunque, ma fuso probabilmente non se ne apprezzano a pieno aromi e sapori).
La prossima volta che andrò da quelle parti, mi regolerò e ne andrò in cerca per riassaggiarlo, non cotto :)
E meno male che oltre a bere (scusa, a degustare), mangiate anche :) Ottima cena, son d'accordo sull'importanza di un sorriso e sulla visibilità dei prezzi. ma perchè i ristoratori quando sbagliano lo fanno sempre a loro favore? Per carità, un errore ci può stare :)
Sì, è vero, nella maggior parte dei casi che mi sono capitati... caricare un po' a proprio vantaggio al ristoratore costa poco... forse perchè qualche volta passa e tornare indietro e scusarsi si fa presto (che non l'ha fatto apposta me l'ha detto lui)...
... ma non è sempre così... :) bisogna fare anche un po' di autocritica... nella recensione che posterò domani vedrete che il proprietario mi ha fatto un conto un po' sbagliato a suo svantaggio... solo che io (e il cliente in generale, quasi sempre...) l'ho ritenuto uno sconto... un gentile dono... e mi son guardato bene dal farglielo presente... :( ;) :) (un po' scorretto sono stato, adesso che mi ci rifate pensare)
Carol,vedo che a parte l'errore sul conto e la signorina Rottermaier,vi è andata abbastanza bene :)
Direi, bene, nel complesso :) l'errore è stato corretto e la signorina Rottermaier è destinata a diventare buona e gentile :) :)
"io e la mia rapace metà"...ahahahah, troppo forte!!! Bella rece Carol con una buona cenetta!!!
Bravo Carolingio, le tue, più che recensioni sono dei gustosi appunti di viaggio degni di viaggiatori d'altri tempi che, in mancanza degli attuali strumenti mediatici avevano il compito di descrivere luoghi, persone e sensazioni con un'avvincente narrazione delle loro esperienze.
Ogni giorno della tua (vacanza?) ci hai deliziati con storie che mi hanno fatto apprezzare il tuo bel stile romanzato che stimola a proseguire nella lettura scoprendo i gustosi dettagli (non solo gastronomici) che arricchiscono le tue narrazioni.
Suggerisco alla redazione di GM di raccogliere in un libro le tue numerosissime recensioni (nel quale vedrei bene anche quelle di Kava5150) perchè si tratta di una piacevole merce rara in quest'epoca caratterizzata da un'analfabetismo di ritorno fatta di freddi e sintetici sms, xkè, tvb e altro.
Grazie ancora per i quadri di vita che ci hai trasmesso.
Mi associo senz'altro a Picchio in questo suo apprezzamento. Ineffabile ed insuperata comunque quella tua recensione (tra le prime) in cui ti (e ci) figuravi un brigante con il volto "bastonato dal sole"...
Mi state lusingando un po' troppo... :) :)
Grazie comunque Picchio e Alfi :)
(un giorno Alfone ci andiamo insieme all'Antica Trattoria da Costa... era in quella che si parlava di "faccia bastonata dal sole", ma non era un brigante (fino a prova di colpevolezza ;) che qualcuno per tradizione, nei confronti di questa genìa, per fatti accaduti, ritiene scontata per sempre e per tutti), era uno degli zingari musicisti di Goran Bregovic... :) :) )
e grazie anche a te Patty...! :)
per poterti seguire dovrei ... sapere chi è Goran Bregovic...
da internet: musicista e attore slavo espulso da scuola musicale per mancanza di talento viene espulso dalla successiva per aver combinato un casino. Esegue musica folk, segue e presto abbandona studi di filosofia e sociologia poi si dedica a composizioni popolari tzigane: eccooooo!!!
Va su You Tube e ascoltati un po' di Goran Bregovic, sentirai che roba, Alfi! :)
(se vuoi ti dò un po' di titoli per posta)
magari, grazie: un sano ascolto "guidato" è quel che ci vuole per ... entrare nel genere ...
Ricevuto: grazie!!!